Spray the words with: PONGO

Ciao a tutti, come va? Eccoci con un’altra intervista per Spray the words with…

Pongo, un wildstyler. Un nome storico della street art, che ha fatto parte di famosissime crew newyorkesi e milanesi, come i TNB ed i CKC e ha collaborato con i famosi TAT di NYC.

Ok, basta con le presentazioni: la sua tag parla da sé, tutti lo conoscono. Partiamo con l’intervista a Pongo.
È entrato da pochi mesi nel nostro collettivo e ha già lasciato il segno con le sue opere “tridimensionali”.Ora vediamo di conoscerlo un po’ meglio e lasciamo spazio alle sue parole.

 Frame # 2020-11 https://www.streetartinstore.com/product-page/pongo-frame-2020-11

1) Hai fatto parte di crew storiche dell’ambiente newyorkese. Là sono un po’ più avanti, diciamo così. Come vedi invece il futuro della street art in Italia?

Diciamo che il sistema americano è diverso da quello italiano.Gli USA in generale, a mio avviso, sono avanti per la mentalità imprenditoriale e la valorizzazione delle qualità personali. Ciò si rispecchia poi anche nell’arte e nella street art.Per questo motivo gli USA fanno da traino un po’ su tutti i mercati.Mentre da noi vigono le solite regole del “sistema italiano di favoritismi per eventuali ritorni personali” in cui tutti voi avete modo di confrontarvi tutti i giorni, e la regola “monkey see, monkey do.” Una volta invece, quando non esisteva la globalizzazione, era leggermente diverso e le informazioni dagli USA avevano un gap di 8-10 anni per cui eri costretto a creare qualcosa di tuo partendo da quelle poche informazioni o input di 10 anni, dovevi farti il mazzo e dimostrare di fare e valere. La street art continuerà ad evolversi come sta già succedendo da anni, siamo in un’epoca dove tutto scorre veloce e grazie a i social ed al web ciò sarà sempre più accelerato, a mio avviso.

2) Cerchi sempre di innovarti e di non fermarti alla sola street art. Sei un artista a tutto tondo, che dipinge. Che tatua, tanto per fare un paio di esempi. Quali sono i tuoi artisti di riferimento, quelli a cui ti ispiri?

Adoro sperimentare strade diverse, perché puoi conoscere la strada solo percorrendola, sia nel campo artistico che interpersonale.Ammiro tantissimi artisti concettuali e molti altri molto bravi con le abilità tecniche. Per citarne qualcuno: il rinascimento per quanto riguarda il passato, nell’arte del 900 amo cubismo, impressionismo, movimento fluxus, Fontana, Rotella, la pop art, Cattelan e Bansky (gli ultimi due li adoro per la loro satira).Ma io non uso nessuno di loro come riferimento per il mio lavoro artistico, in alcuni casi si potrebbe dire che il mio lavoro possa essere contrapposto a Fontana. Lui faceva entrare il fruitore nell’opera io faccio arrivare l’opera al fruitore. Mi ispiro principalmente ai miei studi personali e da come vedo io la società in cui viviamo, dove l’inganno e la menzogna sono all’ordine del giorno.

3) Parliamo delle tue opere tridimensionali. Crei fuori fuoco e successioni di piani di tangibilità paralleli che possono assumere consistenza in tre dimensioni. Inganni chi ha l’opera davanti a sé e si ferma al primo sguardo. Inviti lo spettatore ad andare oltre. Perché questa scelta?

Per aprire gli occhi allo spettatore, per farlo riflettere sul mondo in cui vive e a tutti gli inganni a cui è esposto quotidianamente.Perché, come dicevo nella risposta precedente, siamo una società soggetta a stimoli errati, mancanza di cultura. A mio avviso siamo una società in regressione, sia sul piano mentale che quello fisico.

4) Venom. Un personaggio dei fumetti, antagonista dell’Uomo Ragno. La scelta del personaggio è data da una tua passione per il mondo del fumetto? 

Sì, sono cresciuto con i fumetti. Adoravo specialmente Spawn di Todd Mc Farlane. Ora non ho più tempo di leggere fumetti perché prediligo i libri formativi. In compenso l’unica cosa che vedo in tv sono i cartoons, ancora oggi. Grazie per l’intervista.

Quanto a noi… stay tuned! Con Pongo partirà nei prossimi mesi un’importantissima collaborazione che riguarderà non solo lui ma anche tanti altri artisti del nostro collettivo. Non aggiungo altro. Per ora beccatevi un po’ di suspence.

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